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Disegni tra Napoli e Roma 1855-1915

catalogo_disegni_800MORELLI · COSTA · FORTUNY · GEMITO
Disegni tra Napoli e Roma 1855-1915

a cura di Manuel Carrera

15 dicembre - 29 gennaio 2017

 

 

 

 

Francesco_Paolo_MichettiNell’ambito di una serie di rassegne espositive volte ad indagare gli sviluppi della grafica moderna italiana, la Galleria Simone Aleandri Arte Moderna di Roma presenta oltre sessanta disegni, in gran parte inediti,  di alcuni dei maggiori artisti attivi tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento. Giovanni_Costa 

L’esposizione documenta l’evoluzione del disegno in due dei maggiori centri artistici dell’Italia postunitaria, Napoli e Roma, analizzando l’influenza esercitata sui giovani dai grandi maestri. Un ruolo centrale è rivestito da Domenico Morelli, del quale si presentano suggestive chine e studi per importanti dipinti come La barca della vita (1859). L’artista napoletano contribuì ad aggiornare la pittura del suo tempo anche attraverso una rinnovata concezione del disegno, ottiene il chiaroscuro non più attraverso sfumature e lumeggiature di biacca secondo i dettami accademici, bensì impiegando un tratteggio a china veloce e sicuro dall’effetto di vibrante pittoricismo.

Mariano_FortunyUna cifra stilistica, probabilmente mutuata dall'amico Mariano Fortuny y Marsal (presente in mostra con due disegni e rappresentato, inoltre, da allievi ed amici, quali Enrique Serra, Attilio Simonetti, Anselmo Guinea) che divenne una vera e propria Koiné del disegno verista centro meridionale, e che si riscontra nella produzione grafica di artisti dell'importanza di Vincenzo Gemito, Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, veri traghettatori dell'arte italiana nel nuovo secolo e presenti in mostra con opere altamente significativeParallelamente, prendevano piede a Roma nuove tendenze, orientate verso il simbolismo internazionale. Dalla pittura alla moda di Fortuny, l’attenzione dei giovani artisti si spostava verso l’estetismo inglese di matrice preraffaellita.

Vincenzo_GemitoÈ in questo clima culturale che, nel 1886, prese vita l’associazione «In Arte Libertas» capitanata da Nino Costa, in mostra con due paesaggi e due studi studi di figura (di cui uno preparatorio per il dipinto Ad Fontem Aricinum). Il carattere fortemente teorico della pittura del cenacolo costiano si traduceva, per ciò che concerne il disegno, in una tecnica non più pittorica e d’effetto, ma pulita ed essenziale. Fra i numerosi artisti in mostra, oltre ai già citati, segnaliamo disegni di Anselm Feuerbach, Michele Cammarano, Edoardo Dalbono,  Giulio Aristide Sartorio, Cesare Pascarella, Pio Joris, Cesare Maccari, Francesco Netti, Vittorio Grassi ed un disegno inedito di Giacomo Balla del 1907 raffigurante Ritratto del pittore Giorgio Szoldatics e facente parte del corpus di ritratti che, nella seconda metà del primo decennio del Novecento, l'artista dedicò ad amici e colleghi del colto cenacolo romano.


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