Galleria d'Arte Moderna Aleandri
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Alessandro Marcucci

catalogo_marcucci2Disegni e arredi tra Balla e Cambellotti

a cura di Giovanna Alatri e Maria Paola Maino
18 ottobre - 31 novembre 2015

 

 


 

marcucci_studio_affrescoLa Galleria Simone Aleandri Arte Moderna inaugura una mostra sull'artista/educatore Alessandro Marcucci (1876 - 1968), sodale di Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, un'amicizia che negli anni muterà in parentela attraverso i matrimoni di sua sorella Elisa con il futurista Balla e di sua figlia Laura con Adriano Cambellotti, primogenito di Duilio. L'intensa frequentazione dei tre nuclei familiari è documentata in mostra attraverso una silloge di opere realizzate a più mani, tra le quali ne ricordiamo due: "Sulla laurentina" un disegno a matita di Marcucci con cornice realizzata e decorata a tempere da Giacomo Balla e "Capanne" un dittico di mattonelle in ceramica dipinta e invetriata a firma di  Duilio Cambellotti, incastonato in un montaggio artistico, anch'esso a forma di capanna, del futuro consuocero Alessandro.

marcucci_in_studioIl nome di Alessandro Marcucci è indissolubilmente legato all'impresa di alfabetizzazione dell'agro romano (popolato alla fine dell'ottocento da una misera umanità, afflitta dalla malaria, da condizioni igieniche aberranti e dal totale analfabetismo), alla creazione di scuole di fortuna allestite in capanne e vagoni ferroviari dismessi, che raggiunsero gli angoli più impervi delle paludi. Nel 1914 inaugura la prima struttura in muratura a Colle di Fuori, la prima di una lunga serie, le celebri scuole dei contadini che, in pochi decenni, porteranno l'istruzione elementare in tutte le campagne italiane, proponendo sistemi didattici di avanguardia con metodi di impronta  montessoriana.

marcucci_barbierina

L'artista Marcucci si dedica, come i suoi coetanei e sodali degli ambienti romani, al disegno di arredi in stile Art & Crafts di impronta severa e medievalista, divenendo un vero ed eclettico Interior Designer delle scuole fondate e per le quali realizza banchi e seggioline a dimensione di bambino (concetto per noi scontato ma colto e rivoluzionario per l'epoca), mensole, armadi e curiosi oggetti in linea con le necessità, fra i quali una cattedra lavagna smontabile per le lezioni all'aperto o nei luoghi disagiati e mancanti di strutture. 

In mostra un banchetto con relative seggioline proveniente dalla scuola di Colle di Fuori (1912/14), mensole, sgabelli, sedie  e la celebre "Barbierina" (una elegante colonna sormontata da specchio e provvista di piccole mensole a varie altezze, concepita come mobile da barba)Saranno esposti, inoltre, una quarantina di disegni, dal 1902 al 1940, realizzati a matita, carboncino, pastelli e tempere. L'artista/educatore spazia dalle tematiche socialiste di inizio secolo ai paesaggi intimisti degli anni trenta, dalle vedute a lui care, quali Terracina, la "scuoletta" di Scauri, le distese dell'agro ai vibranti particolari di terrazze romane, comignoli, tegole, grovigli di fili elettrici e veloci vedute a volo d'uccello di via Condotti e via Fracassini.

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