Galleria d'Arte Moderna Aleandri
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Sigmund Lipinsky, Dario Wolf

catalogo_lipinsky_wolfSigmund Lipinsky, Dario Wolf e altri maestri dell' incisione simbolista

a cura di Emanuele Bardazzi

3 maggio - 2 giugno 2012

 

La Galleria Simone Aleandri, dopo il successo riscosso dalle mostre dedicate alla grafica europea tra Simbolismo e Secessione e al tedesco-romano Otto Greiner, riaccende l’interesse su due grandi protagonisti dell’incisione primo novecentesca: Sigmund Lipinsky e Dario Wolf, per la prima volta presentati insieme in un fascinoso confronto.
lipinsky_wolfI due artisti furono maestro e allievo in quella suprema e virtuosa padronanza di incidere il rame con la lucida accuratezza e precisione che rivela fedeltà agli insegnamenti di Max Klinger e una comune lontana ascendenza düreriana, caparbiamente ancorata alla bellezza non deformata del segno, indifferente agli scardinamenti e ai linguaggi trasgressivi della moderne avanguardie. Wolf seguì dal 1920 al 1925 i corsi del Deutsch-Römer Lipinsky alla British Academy of Arts a Roma e dal 1926 fu membro col maestro del Gruppo Romano Incisori Artisti (GRIA).

 

Tra tutti gli allevi è quello che maggiormente gli si avvicina, sia nella perizia calcografica che nella ricerca simbolica affidata alla figura umana. Lipinsky e Wolf, pur nelle sostanziali affinità, rivelano al contempo le loro diverse sfumature spirituali. Più dolce e malinconico Lipinsky, nel suo evocare il sogno mediterraneo del mito greco, più aspro ed esoterico il trentino Wolf, che si abbevera di fantasie e incantesimi per raccontare sub specie aeternitatis i temi impervi delle grandi cadute e ascese dell’umanità tra vizi e virtù o sublima la sua radice culturale trentina affiliata al tronco metteleuropeo nel mito "vertiginoso" della montagna, come scenario assoluto del sacro e metafora dell’elevazione spirituale.

lipinsky_wolfDi Lipinsky sono presentate le più celebri incisioni, da Pandora a Calma Marina (di cui è in mostra anche lo studio ad essa correlato raffigurante il Ratto d’Europa), da Le Parche a Nostalgia, passando per i magnifici ritratti e il ciclo dell’Odissea completo di otto tavole. Di Wolf sono in mostra i più significativi fogli simbolisti, come Gli amici, La Superstizione, Il mito della montagna, e la trilogia delle virtù teologali, Fede, Speranza e Carità.

A fare da corollario ai due artisti, viene esposta una scelta di opere grafiche significative còlte nell’atmosfera di un’epoca irripetibile, a costituire un "Museo ideale" di maestri cari all’uno e l’altro artista tra cui Max Klinger, Otto Greiner, Hans Thoma, Franz von Stuck, Félicien Rops, Fernand Khnopff e František Kupka.

Catalogo a cura di Emanuele Bardazzi ed edito da Officine Vereia.