Galleria d'Arte Moderna Aleandri
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UNA SELEZIONE DI DISEGNI DEL NOVECENTO
E DUE FONDI INEDITI

Inaugurazione: sabato 30 novembre 2019, ore 11.30
dal martedì al sabato, ore 09.00-1800


900_Vincenzo_JeraceLa galleria Aleandri Arte Moderna, da oltre un decennio attiva nel campo della grafica della prima metà del novecento, presenta, negli spazi espositivi in piazza Costaguti 12 (portico d'Ottavia) a Roma, una selezione di opere realizzate su supporto cartaceo (disegni a matita e china, tempere, acquarelli, pastelli, olii magri) appartenenti alle differenti aree culturali che animarono l'Urbe nel secolo scorso.

In occasione dell'evento saranno esposti due corposi nuclei di disegni inediti:
- Otto studi a soggetto animalier realizzati da Alberto Ziveri sul finire degli anni venti (presumibilmente al Giardino Zoologico di Roma in villa Borghese) con la tecnica dell'olio su carta e raffiguranti animali esotici, zebre, leonesse, cammelli, lama.
900_Giuseppe_Capogrossi- Venti piccole tempere su carta a soggetto astratto di Luce Balla (figlia primogenita di Giacomo) realizzate negli anni settanta del novecento meditando, con tutta evidenza, sui modelli futuristi paterni e sulle tendenze artistiche della Roma a lei contemporanea e trovando,  in controtendenza con la sua più nota e voluminosa produzione figurativa e paesaggistica, una cifra stilistica molto personale. Le opere sono risolte con motivi ondulati monocromatici decorati con segni essenziali (soprattutto delle "X") di altra tonalità.

900_Giorgio_MorandiFra le opere in mostra segnaliamo:
Un disegno a china di Giuseppe Capogrossi del 1938, pubblicato a corredo di uno scritto di Alberto Moravia (con lo pseudonimo Pseudo) sul periodico Maestrale nel 1942; un ritratto di uomo "a punta di matita" di Antonio Donghi, proveniente dalla collezione dell'intellettuale, giornalista e storico dell'Arte Antonello Trombadori; un disegno a china con rialzi ad acquarello di Scipione (Gino Bonichi) a soggetto erotico del 1925, ispirato ai modelli iconografici degli Shunga giapponesi; una visionaria tempera futurista di Giacomo Balla della prima metà degli anni venti, in cui l'artista altera la percezione visiva assemblando, fra loro, dei volumi cubici con differente punto di vista prospettico. In mostra, inoltre, una rarissima Natura morta con conchiglie del Mar Rosso di Giorgio Morandi del 1943 proveniente dalla collezione di Salvatore Quasimodo; un ritratto femminile a sanguigna, con sole nascente sullo sfondo realizzato da Vincenzo Jerace nel 1903, disegno celebre sul principio del secolo scorso e riprodotto in cartoline postali dell'epoca.
Infine progetti e studi preparatori di Leoncillo Leonardi, Osvaldo Licini, Lucio Fontana, Giulio Aristide Sartorio, Filippo De Pisis, Pieretto Bianco, Duilio Cambellotti, Ferruccio Ferrazzi, Carlo Belli.

Al centro dello spazio espositivo sarà possibile ammirare il piccolo scrittoio con sediolina per bimbi, realizzato da Balla con cassette della frutta assemblate e dipinte a macchie di leopardo, per le figlie Elica e Luce, negli anni dieci del novecento.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Novembre 2019 18:29